Prima di dire “sì” bisogna pensarci molto bene.

Per un internet più sicuro l’educazione comincia dalla scuola

La sicurezza in Rete è una questione di tale rilevanza che merita una giornata mondiale di celebrazioni che cade ogni anno il 7 febbraio. Istituito nel 2004 dalla Commissione europea, il Safer Internet Day, è accompagnato da uno slogan, “Together for a better Internet”, che non lascia dubbi sull’obiettivo dell’evento: unire le forze per ridurre al minimo i rischi della navigazione on line e per rendere il mondo della Rete, che sarà sempre più protagonista nelle nostre vite, un luogo sicuro, soprattutto per bambini e ragazzi.

Certo chi ha voluto istituire questa giornata, ormai circa 20 anni fa, è stato un visionario e ha capito, in un periodo ancora non sospetto, i pericoli ai quali tutto il mondo stava andando incontro.

Oggi, questa ricorrenza, che si celebra in 100 nazioni, rappresenta senza dubbio una grande opportunità per fare il punto sullo stato dell’arte e riflettere su come tutti noi possiamo contribuire a promuovere un approccio consapevole alla Rete, con l’obiettivo finale di promuovere un Internet migliore per tutti.

Nel corso degli anni, l’iniziativa è diventata un appuntamento di riferimento per tutti gli operatori del settore, le istituzioni e le organizzazioni della società civile. 

Per quello che riguarda l’edizione di quest’anno, il principale appuntamento sarà durante la mattinata del 7 febbraio in streaming sui canali social del Ministero dell’Istruzione e sul portale www.generazioniconnesse.it, a partire dalle 9,30 del mattino. L’evento verrà trasmesso inoltre sul sito e sul canale YouTube della Polizia di Stato.

Ci sarà infatti anche il Dipartimento della Polizia di Stato che prenderà parte all’evento e proietterà, nell’ambito del progetto #cuoriconnessi, filmati e testimonianze di persone coinvolte in varie vicende di truffe e prevaricazioni online.

Alla diretta streaming parteciperanno anche quest’anno più di 4mila scuole secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia e oltre 200mila studenti che saranno i veri protagonisti dell’iniziativa e che racconteranno il loro rapporto con la tecnologia e la rete. 

Inoltre, anche quest’anno, come gli anni precedenti, in occasione della giornata è stata presentata una ricerca, questa volta firmata da Telefono Azzurro e Doxa Kids, dal titolo Tra realtà e Metaverso. Adolescenti e genitori nel mondo digitale, che ha esaminato le percezioni e i timori che hanno i giovani nei confronti del mondo digitale.

La ricerca, condotta su un campione di 804 genitori e 815 giovani tra i 12 e i 18 anni, evidenzia un aumento delle preoccupazioni sia da parte degli adulti che degli adolescenti, che ammettono anche di non sapere esattamente come evitare o segnalare i pericoli.

«Il 65% dei ragazzi intervistati teme di essere contattato da estranei adulti (percentuale che si innalza al 70% se si prendono in esame solamente le ragazze e i più piccoli, dai 12 ai 14 anni). Seguono il bullismo (57%), la sovraesposizione di dati personali (54%), la visione di contenuti violenti (53%) o sessualmente espliciti (45%), l’invio di contenuti di cui ci si potrebbe pentire (36%)», si legge nel report. 

Questo evidenzia inoltre come quasi un ragazzo su due si sia imbattuto in contenuti poco appropriati: i più diffusi sono quelli violenti (68%), seguiti da quelli pornografici (59%) e sessualmente espliciti (59%), dai contenuti discriminatori e razzisti (48%), da quelli riguardanti suicidio e l’autolesionismo (40%) o inneggianti l’anoressia e la bulimia (30%)

Secondo lo studio oltre il 70% degli adolescenti dichiara di temere l’uso dei dati condivisi per giocare online o navigare nel web. Allo stesso tempo, però, il 27% dei giovani intervistati dichiara di sentirsi ansioso o agitato senza l’utilizzo dei social (il 22% si sentirebbe addirittura perso)Più della metà degli adolescenti (53%) ha ammesso di provare invidia per la vita, o di sentirsi inadeguato (21%)

Tutti motivi che hanno spinto gli stessi adolescenti a esprimere il desiderio che l’età di accesso ai social (l’age verification) venga stabilità a 15 anni invece che a 14, come è oggi.

In ogni caso tutti questi timori non sembrano scoraggiare l’uso di internet e soprattutto non pare incidano sul tempo che i giovani trascorrono online.

Secondo la ricerca, infatti, il 50% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni passa dalle due alle tre ore al giorno sui social e chattando. Un dato in crescita rispetto al 2018 quando erano il 43%.   

Il 14% degli intervistati passa sui social e chattando dalle quattro alle sei ore al giorno, il 4% più di sei ore al giorno e il 3% è sempre connesso.

Le  differenze sono principalmente rispetto all’età, se il 23% dei 12-14enni è online un’ora al giorno, i 15-18enni lo sono dalle quattro alle sei ore al giorno. Inoltre, il 35% dei ragazzi dichiara di fare tardi la sera e avere difficoltà a dormire a causa del tempo trascorso online. Lo smartphone è lo strumento più utilizzato, nello specifico dal 93% degli intervistati.

«Quando si parla di internet e minorenni pensare di vietare non è realistico – sostiene Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza. – Rendere sicuro internet significa assicurare ai ragazzi una risorsa preziosa. A livello normativo occorre ad esempio introdurre una sorta di Spid per minori per la verifica dell’età di accesso alle app e ai social ed è necessario arginare, anche attraverso la co-regolazione con i provider, la sovraesposizione online dei minorenni». E conclude con un avvertimento agli adulti, spesso un modello per i più giovani «che a volte si rendono protagonisti di comportamenti contradditori, come quello di proibire il cellulare a tavola o in classe mentre contemporaneamente loro stessi ne fanno uso nei medesimi contesti».

A prescindere dai dati presentati l’iniziativa rimane un momento importante per riflettere sui rischi sempre più marcati della navigazione online e per ricordare che, al netto di tutte le necessarie precauzioni tecnologiche, la migliore protezione per evitare spiacevoli soprese è una crescente consapevolezza che deve rimanere al passo con i tempi e con l’evoluzione del rischio, sempre più subdolo e aggressivo. Il principale fattore di esposizione al pericolo rimane infatti la distrazione e l’errore umano.

La giornata inoltre, inaugura la 7° edizione del Mese per Sicurezza in rete, promosso dal Ministero dell’istruzione e del Merito e da Generazioni Connesse che prevede, durante tutto il mese di febbraio, svariate attività di divulgazione dei principi dell’uso positivo della rete e degli strumenti tecnologici da parte delle scuole di tutta Italia.

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