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Cyber Security Awareness: il fattore umano e la sfida “post-pandemica”

Gli effetti devastanti della pandemia sulle vulnerabilità umane, e la necessità di investire sul fattore umano per aumentare la resistenza dell’organizzazione agli attacchi Cyber.

La crescita esponenziale degli attacchi Cyber andati a buon fine nei confronti di individui e organizzazioni, la cui causa originaria si può far risalire ad un errore umano, ha tolto definitivamente ogni dubbio rispetto a quale sia l’anello debole della catena difensiva di ogni organizzazione.

Il fattore umano, reso ancora più vulnerabile dall’effetto pandemico, è oggi il vettore primario utilizzato dalla criminalità informatica per insinuarsi all’interno delle organizzazioni, con strategie offensive che si fanno sempre più sofisticate. Sono proprio gli utenti, con i loro comportamenti non adeguati alla complessità della sfida, ad aprire inconsapevolmente la porta agli attaccanti.

Il trend era già molto evidente prima della pandemia. Analizzando i vari rapporti 2020 che riguardano lo stato della Cybersecurity, sia a livello italiano sia a livello globale, il quadro che emerge è che la crescita degli attacchi Cyber sembra inarrestabile, e che tra le varie tecniche di attacco utilizzate, quelle caratterizzate da una maggiore crescita, emergono soprattutto quelle che fanno leva sul fattore umano...

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